Un'app ha senso solo se risolve qualcosa che il sito non risolve
La prima domanda che facciamo a chi ci chiede un'app è se gli serve davvero. Un'app va installata, aggiornata, tenuta in vita su due store con due set di regole: è un impegno che continua per anni, non una consegna che finisce il giorno del rilascio. Se l'obiettivo è farsi trovare e raccogliere contatti, un sito fatto bene costa meno e rende prima.
L'app diventa la scelta giusta quando c'è un uso ripetuto e personale: notifiche che devono arrivare al momento giusto, accesso rapido a qualcosa che l'utente consulta ogni giorno, funzioni che hanno bisogno della fotocamera, della posizione o del funzionamento anche senza rete. Lì il vantaggio è reale e si sente subito.
È esattamente il caso di Medyom, la piattaforma di assistenza sanitaria a domicilio di cui curiamo il software: il paziente prenota, paga e segue l'operatore dal telefono, e l'app mobile affianca la piattaforma web invece di duplicarla. Quel progetto è la ragione per cui conosciamo da vicino i problemi veri dello sviluppo mobile — le disponibilità sincronizzate, i pagamenti, le notifiche che non devono arrivare due volte.