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Google Ads: pagare per i clic giusti.
Campagne costruite e gestite con attenzione al ritorno, con il tracciamento delle conversioni fatto bene. L'obiettivo sono i contatti, non il traffico.
Il problema di Google Ads non è spendere, è misurare
Aprire una campagna è facile: l'interfaccia ti guida, suggerisce un budget e in mezz'ora stai già pagando per dei clic. Il problema arriva dopo, quando bisogna capire quali di quei clic sono diventati una telefonata, un preventivo o un cliente — e quali hai pagato per niente. Senza quella risposta si ottimizza alla cieca, e l'unica cosa che cresce con certezza è la spesa.
Per questo la prima cosa che sistemiamo non è la campagna ma il tracciamento: conversioni sul sito, chiamate dagli annunci, invii dei moduli, prenotazioni. Quando i dati arrivano puliti, le decisioni diventano semplici — si spegne ciò che non converte e si sposta budget su ciò che converte.
È anche la parte in cui essere sviluppatori aiuta. Il tracciamento vive dentro il sito, fra tag, eventi e consensi dei cookie: quando qualcosa non torna possiamo aprire il codice e vedere perché, invece di segnalarlo a qualcun altro e aspettare.
Come impostiamo le campagne
Partiamo quasi sempre dalla rete di ricerca, perché intercetta persone che stanno già cercando quello che vendi: è l'intenzione più alta e il modo più veloce per capire se c'è domanda. Le parole chiave le scegliamo restrette e le teniamo pulite, con un lavoro continuo sulle escluse — spesso è lì che si recupera la parte di budget bruciata inutilmente.
Gli annunci devono dire la verità su cosa trova l'utente dopo il clic, e la pagina di arrivo deve mantenere quella promessa. Mandare traffico a pagamento sulla home è uno degli errori più costosi e più diffusi: se serve una pagina dedicata la costruiamo noi, ed è il vantaggio di avere sotto lo stesso tetto chi fa le campagne e chi fa il sito.
Il budget resta tuo e visibile: l'account Google Ads è intestato a te, non a noi. Puoi entrare quando vuoi, vedere quanto si spende e su cosa. Se un giorno deciderai di far gestire le campagne a qualcun altro, porti via lo storico — che in Google Ads vale più di quanto sembri.
Quando conviene, e quando è meglio di no
Google Ads conviene quando esiste già una domanda da intercettare e quando il valore di un cliente giustifica il costo di acquisirlo. Per molte attività locali è il modo più rapido per riempire un calendario o testare un servizio nuovo senza aspettare i tempi lunghi della SEO.
Conviene meno quando il margine è sottile e la concorrenza sulle stesse parole è alta: in quei casi si finisce per pagare visibilità che non si ripaga. Se lo vediamo dai primi dati, te lo diciamo e proponiamo di spostare l'investimento altrove, anche se significa gestire meno budget.
Ads e SEO funzionano meglio insieme: l'advertising porta contatti da subito, il posizionamento organico costruisce la parte che nel tempo non si paga più. Quando ha senso li portiamo avanti in parallelo, usando i dati delle campagne — che dicono con precisione quali ricerche convertono — per decidere su quali contenuti organici vale la pena investire.
Gli errori che vediamo più spesso
Il primo è l'account lasciato sulle impostazioni automatiche: rete display attiva senza accorgersene, corrispondenza delle parole chiave troppo larga, targeting geografico che comprende mezza Italia quando si lavora in una provincia. Sono impostazioni comode per chi vende spazi pubblicitari, meno per chi paga.
Il secondo è l'assenza di parole chiave escluse. Una campagna senza manutenzione finisce per pagare ricerche di persone che cercano lavoro, che vogliono fare le cose da sole o che cercano un prodotto simile ma diverso. È lavoro noioso e ripetitivo, ed è esattamente lì che si recupera budget ogni mese.
Il terzo è il più costoso: campagne che portano traffico su pagine non pronte a riceverlo. Un modulo lungo, un numero di telefono che su mobile non è cliccabile, una pagina che si apre in quattro secondi — e il clic appena pagato se ne va. Prima di alzare il budget guardiamo sempre la pagina di arrivo, perché è il punto in cui un miglioramento piccolo si sente su tutta la spesa.
// cosa facciamo
Campagne sulla rete di ricerca
Intercettiamo chi sta già cercando quello che offri. Parole chiave selezionate, escluse tenute pulite, annunci coerenti con la pagina di arrivo.
Tracciamento delle conversioni
Moduli, chiamate, prenotazioni: misuriamo cosa succede dopo il clic. Senza questo, ottimizzare è tirare a indovinare.
Pagine di arrivo dedicate
Se serve una landing costruita per la campagna la sviluppiamo noi. Chi fa gli annunci e chi fa il sito sono la stessa squadra.
Campagne locali
Targeting su Catania, la provincia o l'intera Sicilia, con estensioni di chiamata e di luogo per chi cerca dal telefono.
// come lavoriamo
Tracciamento
Prima di spendere, sistemiamo la misurazione: conversioni, eventi e consensi impostati correttamente.
Struttura
Campagne, gruppi e parole chiave costruiti sulla tua offerta reale, non su un modello generico.
Gestione
Lavoro continuo su escluse, offerte e annunci. Le campagne vanno curate, non accese e dimenticate.
Lettura dei dati
Cosa ha portato contatti e cosa no, detto in modo comprensibile. Comprese le cose che non hanno funzionato.
// tecnologie
Lavoriamo soprattutto con aziende siciliane, dove il bacino è circoscritto e ogni euro speso male si nota subito. Siamo a Catania: parliamo con te direttamente, senza un account manager che fa da tramite con chi gestisce davvero le campagne.
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